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Uno spirito si aggira a cavallo del 1900, lo spirito della Bancarotta della Scienza.
Il progresso pare fermarsi e anziché liberare l'uomo dalle necessità lo rende vulnerabile a se stesso. Gli ideali positivisti crollano, la Ragione cede il passo al Sentimento e la conoscenza scopre la possibilità di una propria reversibilità. La logica scientifica subisce un'impasse, non va avanti, non può andare avanti e, anzi, crolla. Le sue fondamenta sono di cemento armato, suscettibili alle grandi scosse. E l'errore sta proprio nelle fondamenta, non nella ragione, nell'illusione di un progresso ormai irreversibile e non nel progresso, nella concezione di una conoscenza assoluta ma non nella conoscenza. La basi del pensiero occidentale si rivelano non assolute ma convenzionali e l'umanità viene travolta dal proprio pensiero ancora necessitante di pali a cui aggrapparsi, di trascendenze a cui attaccarsi, incapace di abbandonarsi all'esplorazione. Dei lumicini però soppravvivono ancora, tentano di rispondere con la ragione alla Ragione, col sentimento al Sentimento, svelando le piaghe nascoste nelle pieghe del pensiero umano. La crisi si mostra in realtà una chimera, non è una bancarotta ma una semplice cristallizzazione, i vecchi paradigmi non sono più sufficienti. Questi Sovrani Sotterranei hanno dato tutto, è necessario rifondarli, è necessaria una metodologia che tenga continuamente conto della loro convenzionalità. Non più sotterranei quindi, in questo modo potrebbero fornirci solo casi particolari della conoscenza, ma sempre sotto lo sguardo della ricerca e della riflessione. La I PARTE della tesi, che comprende i primi due capitoli e che potrebbe essere letta in maniera del tutto autonoma, analizza la crisi dei fondamenti della matematica e dei legami con la rivoluzione logica che, una volta assodata nella storia della filosofia grazie al contributo del neopositivismo, rivela in maniera esplicita i meccanismi del pensiero umano attraverso la loro manifestazione linguistica. La II PARTE della tesi è l'argomento vero e proprio della discussione e analizza il pensiero del Geymonat nella sua evoluzione con lo studio in presa diretta dei suoi testi maggiormente filosofici. Il primo capitolo di questa parte, il terzo, è il più autenticamente biografico e vuole mostrare la contestualizzazione e la forma che assume il pensiero del “nostro” nel periodo della propria formazione. Se il resto della tesi approfondirà le tematiche di metodologia e filosofia della scienza è in questo capitolo che si svela la completezza filosofica di Ludovico Geymonat in cui la non separazione tra atti conoscitivi e atti non conoscitivi della mente mostra pienamente la sua potenziale esplosività. I PARTE: 1) la questione dei fondamenti; 2) il neopositivismo. II PARTE: 3) una coerenza in formazione; 4) filosofo del rinnovamento; 5) dagli "Studi" ai "Saggi"; 6) Galileo Galilei, l'impegno di una vita; 7) la filosofia realista di Ludovico Geymonat.
continua...
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